Descrizione Scientifica

Si tratta di una grotta molto interessante da un punto di vista morfologico e speleo genetico, che meriterebbe sicuramente uno studio di dettaglio. Le forme di corrosione che si osservano infatti nella parte superiore, con tanto di cupole al soffit­to, e in quella inferiore, che presenta grandi con­cavità di dissoluzione, indicano un’origine preva­lentemente freatica, che del resto si apprezza già dall’ingresso.

Vista la vicinanza con le sorgenti termali di Montecatini, che sgorgano ai piedi del colle dove si apre la Maona, la genesi di questa grotta po­trebbe essere legata alla risalita di acque terma­li, in seguito a processi quindi analoghi a quelli che si hanno attualmente nella non lontana Grotta Giusti, presso Monsummano Tenne, anche se qui mancano chiare evidenze di uno stazionamento della falda termale in condizioni areate.

Potrebbe trattarsi quindi di una grotta di origine ipogenica. In seguito al sollevamento e alla sus­seguente erosione di questo settore di Appennino, questa porzione di rocce calcaree sarebbe stata portata lentamente in superficie progressivamente svuotandosi dalle acque che la saturavano. Suc­cessivamente, l’intercettamento della grotta da parte del corso d’acqua che scorre in vicinanza, avrebbe causato il riempimento della cavità con ciottolami, sabbie e infine argille, occludendo le probabili continuazioni profonde. Con il protrarsi dell’incisione della rete idrografica esterna, infi­ne, il riempimento sarebbe stato in parte evacuato verso il basso, e sarebbe iniziata la fase di con- sezionamento che vediamo adesso in forma di colate, stalagmiti e stalattiti, in gran parte sempre attive.